Secondo Gisele Freund la fotografia, nella sua funzione sociale, è un mass media, perché niente eguaglia la forza di persuasione dell’immagine.
Come ha ben spiegato Anzellotti, infatti, la fotografia è uno dei media che più impatta il nostro modo di percepire le cose. Soprattutto da quando non si fotografa solo quello che si riesce a vedere l’occhio umano, ma anche cose altrimenti impercettibili a esso. Di conseguenza non può essere una fonte secondaria quando si parla di danza e balletto. La fotografia racconta la danza!
La fotografia, dopotutto, ha una duplice natura: da un lato descrive la performance e la sua aura in una maniera mai fatta prima. Dall’altra, però, frammenta il balletto in diverse “pose”, che siano esse intenzionalmente catturate o casuale momento di una più o meno lunga coreografia.

Nel corso della storia, molti ballerini hanno però avuto un’opinione positiva delle fotografie, considerate come strumento per incapsulare e descrivere quello che fanno. I coniugi e ballerini Dominique e Françoise Dupuy, per esempio, preferivano la fotografia alla danza. La usavano stimolare la memoria e ricostruire i movimenti che intercorrono tra una posa fotografica e l’altra.
La fotografia non viene affatto considerata uno strumento in grado di recuperare quell’aura che non può sopravvivere alla performance. E lo stesso Walter Benjamin non le attribuiva tale capacità.
Ma di certo è uno strumento d’archivio molto più completo di altri, ricoprendo quattro principali funzioni:
- Funzione documentaria in senso stretto: la fotografia permette di fissare corpi, costumi, scene, luci e dietro le quinte di una prova o di una performance.
- Funzione iconica: la fotografia costruisce (e dunque permette di ricostruire) l’immagine pubblica e l’immaginario collettivo di stili, danzatori ed eventi diversi.
- Funzione mnemonica: aiuta i coreografi a ricordare e ricostruire opere. Quindi, può aiutare gli studiosi a fare lo stesso con opere passate e di cui non ci sono registrazioni.
- Funzione creativa: le fotografie possono essere usate come fonte per coreografie e drammaturgie. Di conseguenza, talvolta possono servire agli studiosi come mezzo per ricostruire il processo creativo dietro una performance.
Fonti
- Freund G., Fotografia e società, Torino, Einaudi 1976
- Anzellotti S., Memoria e materia della danza. Problemi conservativi di un patrimonio culturale immateriale
Fonti immagini
